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TRACK DAY


Diciamocelo, chiunque abbia mai guidato una moto in vita sua ha sentito ogni tanto quella voglia di aprire il gas, di sentire i cavalli scalciare e scaricare a terra la potenza. Peccato che in strada non sia consigliabile farlo, vuoi per i limiti, vuoi per le condizioni dell'asfalto, vuoi per gli altri utenti della strada. Così io e Mauro abbiamo deciso di seguire un corso di guida in pista...scopri com'è andata!







    Si studia il percorso


    Mauro si avvia verso il paddock come un pilota di motogp....
     ...e poi toglie l'attrezzatura da turismo dalla moto.
    Pronti? si parte!


















La parola a Mauro:
E' una sera di inizio agosto.
Io e Matteo siamo in un pub a chiaccherare di fronte a una birra, parlando come al solito di moto.
Iniziamo a pensare ai giri che abbiamo fatto, alle strade che abbiamo percorso e ahimè ai rischi che ogni tanto corriamo, magari per colpa nostra ma spesso per colpa degli altri.
Inevitabilmente il discorso cade sulla pista: sarebbe bello migliorare la nostra tecnica di guida, e fare un corso di in sicurezza con un motociclista più esperto di noi in grado di darci consigli sembra un'ottima idea.
Decididiamo così di andare a Castelletto di Branduzzo, pista non molto veloce ma piuttosto tecnica, con curve strette e lente simili ai passi di montagna da noi tanto amati (diciamo pure che sono la meta di quasi tutte le nostre uscite...)
Grazie alle mie conoscenze riesco a organizzare un uscita con Alex "Ferro" Ferrara di motociclignoranti.
L'esperienza parte con un breve briefing con il maestro Ferro e si protrae per un bel po' sulle tecniche di guida, sulle sospensioni (Matteo inizia a non capire più niente!!), sulla posizione ideale in sella ecc.
A un certo punto, nel bel mezzo delle spiegazioni, il maestro se ne esce con una frase per tranquillizzarci: "Ragazzi andate piano, perchè la volta scorsa uno con il Kawa 750 nuovo fiammante ha fatto high-side e distrutto la moto alla curva prima dell'ovale!".
Sentendo questa frase io e Matteo ci guardiamo e le nostra idea di pista lenta e sicura inizia a vacillare.
Si entra in pista con un breve turno per conoscere il tracciato, non ci perdiamo d'animo e giro dopo giro, km dopo km, prendiamo sempre più confidenza ed il livello delle saponette si abbassa sempre più, e a farne le spese saranno le mie pedane (e il mio scarico).
Resoconto della giornata: una goduria sentire ginocchio e pedane che toccano e vedere la gomma piena di riccioli a fine giornata..,

La parola a Matteo:
Stanotte non ho dormito. Io non sono uno di quelli che amano andare veloce: sì ok ogni tanto qualche sgasata la do', ma è giusto per non addormentarmi mentre guido...
Però mi sono fatto tirar dentro da Mauro in questa situazione, e ormai devo accettarne le conseguenze.
La mattinata è abbastanza fresca, il cielo è nuvoloso ma non sembra promettere pioggia.
Dopo qualche km di autostrada giungiamo finalmente a Castelletto di Branduzzo.
Sono circa le 10, la temperatura è salita e anche la mia ansia.
Raggiungiamo il nostro guru-istruttore, tolgo il casco e vedo (soprattutto sento) una moto che sfreccia a qualche metro da noi sul breve rettilineo vicino ai "box".
La mia ansia sale ancora di più e inizio a pensare che forse sarebbe stato meglio andare a lavoro.
Breve briefing su tecniche di guida, taratura delle sospensioni (le mie non sono regolabili quindi invece di ascoltare inizio a pensare a che bello sarebbe essere a casa sul divano).
Il tempo vola ed è il momento del turno di prova per conoscere la pista.
E' la mia prima volta, e non è facile entrare nella mentalità "pista": traiettorie completamente diverse, staccate affrontate in maniera ben diversa rispetto alla strada...sono pochi minuti ma mi sembrano un'eternità. L'ansia sale ancora.
Venti minuti di pausa e poi si inizia: pista libera per tutto il giorno!
I primi giri servono a scaldare le gomme, a tranquillizzarmi e prendere confidenza con la pista, con mauro che invece si butta subito in bagarre con gli altri piloti.
Che dire, nonostante l'inizio traumatico mi sono divertito parecchio, e alla fine è stata davvero dura uscire e tornare alla "realtà".
Torno a casa con un sorriso sulle labbra e con la consapevolezza che per divertirsi non c'è bisogno di rischiare in strada quando con pochi euro ci si può sfogare in tutta sicurezza.

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