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KTM DUKE 690
























Oggi è stata una giornata particolare.
Dopo otto anni e 51mila km la mia z750 ha lasciato il posto a una ktm duke 690.
In tutti questi anni la brava z non ha mai dato nessun tipo di problema, portandomi in giro per l'italia (e non solo) sotto il sole, sotto la pioggia, con 40 gradi e con -5.
Un sacco di modifiche, di accessori per poi capire che forse dopo tutto questo tempo era ora di cambiare, di portare nel box una moto più adatta alle mie esigenze.
Stamattina, quindi, dopo l'ultimo tragitto in cui ripercorrevo mentalmente tutte le esperienze belle e meno belle vissute con la z, ho consegnato la mia compagna di avventure al concessionario, saltando poi in sella a una duke 690 usata di marzo 2014.
E che faccio, non vado a fare un giro?
Visto il tempo non molto bello decido di fare un giro solo fino a Como, pochi km per capire il comportamento della nuova moto.
Ma una volta a Como vedo il tempo che migliora, e perchè non andare ad Argegno?
Ovviamente arrivato ad Argegno decido di proseguire verso la Val d'Intelvi per poi ritornare a casa da Menaggio, costeggiando il lago dalla sponda ovest.
Un giro di pochi km, circa un centinaio, che mi ha permesso di dare una prima valutazione della moto anche nel suo ambiente naturale, ossia le strade di montagna e i percorsi tutti curve.

Ecco le mie impressioni dopo i primi cento km:
I tecnici ktm hanno saputo creare un monocilindrico di prestazioni ottime, con un allungo degno di un bicilindrico.
Infatti, se pensate che essendo un mono la spinta ci sia solo ai bassi regimi...vi sbagliate!

Il motore strattona (assolutamente niente di intollerabile, anzi, direi che è fisiologico) fino ai due, tre mila giri se si sta usando una marcia non adatta (tipo 80 all'ora in sesta).
Da 3 a 5 la spinta si fa corposa, non imbarazza ma volendo la ruota anteriore si alza tranquillamente con una semplice manata di gas (in prima), giusto per ricordarci che i cavalli ci sono e ci sono in abbondanza. Si può viaggiare tranquillamente a 4mila giri, senza vibrazioni fastidiose e con un buon tiro del motore. 
Ma il miracolo avviene dopo i 5mila: quando si pensa che sia il momento di cambiare marcia (è pur sempre un mono..) arriva invece una scarica di cavalli che proietta il contagiri fino alla zona rossa, con un allungo che mai ci si sarebbe aspettati da un motore del genere, portando la lancetta fino a oltre otto mila giri.
La ciclistica è ottima, sembra di guidare una bicicletta con un motore che come già detto è un capolavoro.
Gli pneumatici di misura non esagerata (monta un 160 al posteriore) combinati al telaio a traliccio e al peso piuma (150kg) contribuiscono a regalare a questa moto un'agilità che molte moto si sognano, rendendola così una vera saetta tra i tornanti e le curve.
Vi posso assicurare che in mani esperte (ma nemmeno tanto) questa moto è assolutamente in grado di dare del filo a torcere a rivali ben più blasonate.
La frenata è potente, affidata alle pinze brembo e a un disco da 320 (visto il peso della moto è più che sufficiente) e ben modulabile, nonchè resa più sicura dalla presenza dell'abs bosch (disinseribile).
La posizione in sella è comoda, la sella (per la verità un po' dura) è sagomata e non permette grandi movimenti. Più che su una naked si ha la sensazione di essere su una supermotard, il manubrio è alto e largo e consente manovre anche in spazi ridotti.
A velocità autostradali il motore sembra non soffrire, è relativamente silenzioso e vibra poco (purtroppo il busto e il casco vengono colpiti dal flusso d'aria, ma su una naked oserei dire che è nella norma). 
Se poi volete viaggiare, ci sono diverse soluzioni per bauletti e valigie (so che è un pugno nell'occhio, ma i bagagli da qualche parte vanno messi....)
Il portatarga originale è inguardabile, appena possibile provvederò a sostituirlo con qualcosa di più decente.
Il sound dello scarico è quasi scooteristico all'inizio, per poi trasformarsi in un bel rombo (niente di che, ma comunque gradevole) man mano che salgono i giri.
Sotto la sella del passeggero c'è un piccolo scompartimento che può contenere giusto un lucchetto o la trousse degli attrezzi.



IN SINTESI:
PREGI:I 40 cavalli in meno rispetto alla mia vecchia z non si fanno rimpiangere, grazie a un'erogazione corposa e una progressione lineare, in grado di soddisfare il motociclista con esperienza ma anche un novello del mondo delle due ruote. La moto è agilissima, leggera e la qualità costruttiva ottima, come da tradizione della casa di Mattighofen.
Con questa moto si può tranquillamente rivaleggiare con moto di cilindrata e cavalleria ben più elevate, grazie alla ciclistica a punto e al reparto freni di buon livello.

DIFETTI: avrei preferito una sella un po' più morbida e che permettesse qualche movimento in più. Reputo una mancanza non da poco l'assenza dell'indicatore del livello del carburante.
Portatarga originale orrendo (ma perchè quelli originali li fanno così brutti?)





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