instafoto

BALKAN EXPRESS



















Giorno 1 (venerdì)
La giornata di lavoro è terminata, iniziano le ferie! Torniamo a casa, prendiamo la moto e partiamo per Montebelluna (TV). Questa tappa è di trasferimento, perché facendo così il sabato mattina siamo già a ridosso del Friuli. Oltretutto risparmiamo anche il pernottamento visto che ci siamo fermati da amici a mangiare e dormire. L'autostrada è noiosa come sempre ma è anche l'opzione più veloce essendo partiti intorno alle 18.30. Partiamo belli bardati grazie ad OJ che ci veste di tutto punto: scarpe, jeans, giubbotto e guanti.


Giorno 2 (sabato)
Sveglia presto e si parte verso Conegliano, per poi passare da Udine e sbucare in Slovenia a Caporetto.
La strada è bella, anche se un po’ monotona visto che è una statale sempre diritta. Ad avere più tempo queste zone meriterebbero qualche giorno in più di visita, in modo da poter vedere la diga del Vajont e gli svariati musei che richiamano la guerra. La volta prossima un giro per le innumerevoli cantine della zona è d’obbligo, visto che queste terre producono grandi vini!
Prima di entrare in Slovenia ci attende la nostra nuvoletta di fantozzi, con la pioggia che ci accompagna copiosamente fino a Caporetto, per poi diminuire pian piano fino ad arrivare a Postumia con una leggera pioggerella. Doccia calda, una cena veloce e subito al caldo sotto le coperte! Domani ci aspettano un po' di km e le previsioni del tempo non sembrano essere dalla nostra parte.
Meritano una visita le splendide grotte di Postumia (Patrimonio UNESCO)


Giorno 3 (domenica)
In questa giornata di viaggio ci dirigiamo verso il mare, in particolare per KRK, in Croazia. Mauro era già stato su quest’isola molti anni fa con la sua Yamaha Ténéré 660 e si ricordava che il posto poteva meritare una visita... per fortuna si è confermato un gran bell posto! Oltre la pioggia incontriamo un vento pazzesco che addirittura rendeva difficile la guida. Vento che è aumentato fino a raggiungere l'apice prima di raggiungere isola di KRK attraverso il grande ponte di Veglia che la collega alla terraferma. Dormiamo e mangiamo a KRK con prezzi davvero irrisori. Per fortuna il vento ha contribuito ad asciugare i vestiti!


Giorno 4 (lunedì)
Questa tappa è davvero tosta! Ripercorriamo il ponte di Veglia (ponte Tito fino all'indipendenza della Croazia) e facciamo tutta la costa fino a Senj per poi buttarci nell’entroterra verso i laghi di Plitvice nell’entroterra.
Questo tratto di mare è davvero suggestivo e la strada è davvero piacevole da fare senza il rischio di rimanere imbottigliato nel traffico di qualche località di mare alla moda.
Arriviamo nel primo pomeriggio a Plitvička Jezera, parcheggiamo gratuitamente all’interno del parco e paghiamo i circa 15 euro di biglietto di ingresso. E’ un prezzo più che onesto per lo spettacolo che andremo a vedere! Il complesso è formato da 16 laghetti alimentati da due fiumi e da sorgenti sotterranee, collegati tra loro da una serie di cascate, che si riversano nel fiume Korana.
Siamo usciti dal parco abbastanza tardi e non avendo ancora un posto da dormire e con gli orsi che ci sono in zona, non sarebbe stato piacevole dormire al chiaro di luna.
Per fortuna troviamo da dormire nelle vicinanze di Plitvička da un Croato con un forte accento romano, visto che è stato per anni a Vallelunga a lavorare (oltre che per ribaltarsi in moto più volte)
.


Giorno 5 (martedì)
La tappa di oggi è dedicata alle foto e all’avvicinamento a Sarajevo. La giornata è splendida e le strade che ci portano al confine con la Bosnia lo sono altrettanto. Dalla visiera del nostro casco vediamo un susseguirsi di prati verdi, piccoli villaggi colpiti dalla guerra e case nuovissime che fanno da contrasto a case ancora in costruzione o con mattone a vista. Arriviamo a Banja Luka, la seconda città della Bosnia. L’ordine presente nelle vie del centro è veramente da ammirare, tutto è al suo posto e ci sono molti poliziotti per le strade.
Abbiamo scoperto che i bosniaci vanno matti per la pizza e la mangiano con ketchup e maionese anche alle otto della mattina al posto del cappuccino! Non stiamo scherzando..







Giorno 6 (mercoledì)

Ci svegliamo di buon mattino, visto che oggi dobbiamo arrivare a Sarajevo. I segni della guerra si iniziano a vedere sempre più marcati. Purtroppo la visione di molti cimiteri lungo la strada rievoca brutti ricordi.
Arrivati nella capitale bosniaca cerchiamo da dormire nella zona del centro, come di solito facciamo quando siamo in grandi città, in modo da evitare di usare la moto di sera/notte.
La vita a Sarajevo è piuttosto economica, in pieno centro si mangia e si dorme con pochi euro. La ricchezza della città è basata principalmente sugli aiuti che provengono dagli altri stati europei visto che non ha un core business su cui far affidamento. A Sarajevo convivono chiese cristiane, sinagoghe, moschee e chiese ortodosse in modo molto ravvicinato.


Giorno 7 (giovedì)
La giornata che ci aspetta non è delle migliori, visto che i km da fare sono davvero tanti e sotto l’acqua è dura arrivare a Spalato.
All’improvviso un colpo di fortuna! Mentre stiamo uscendo dalla città per avviarci verso la costa, un croato in sella ad Kawasaki Er6n (che è andato a trovare la madre che vive a Sarajevo) si sbraccia e ci fa accostare. Ci chiede dove eravamo diretti e ci dice seguirlo, che anche lui stava andando verso la costa.
Ci ha fatto fare una strada alternativa segnalandoci in anticipo gli innumerevoli posti di blocco lungo la strada, oltre che raccontarci un po’ della sua vita a Sarajevo e delle volte che gli hanno sparato durante la guerra.
Arriviamo a Spalato verso le 17.30, un breve giro in città per poi prendere la nave alle 20.00 per Ancona.
Dormiamo sulla nave sui divanetti ed inganniamo il tempo sistemando le foto fatte.




Giorno 8 (venerdì)

Arriviamo ad Ancona e capiamo subito che siamo in Italia dall’asfalto schifoso. Prendiamo l’autostrada e ci dirigiamo verso il delta del Po, costeggiamo il grande fiume che detta i ritmi a tutta la zona ed attraversando la campagna mantovana raggiungiamo Castiglione delle Stiviere per salutare degli amici. Caffè e via verso l’autostrada a Desenzano ed in due ore siamo a casa.

Il viaggio è stato davvero bello, peccato aver trovato diversi giorni di pioggia ma c’era da aspettarselo.
I laghetti di Plitvice sono davvero carini e meriterebbero una giornata intera per visitarli in modo più completo. I luoghi che abbiamo attraversato dimostrano che si può reagire nonostante un passato non proprio sereno e tranquillo.
Vorremmo fare una semplice annotazione: abbiamo fatto più di 2000 km in una settimana con due monocilindrici con andature allegrotte e con consumi irrisori, e c’è ancora chi dice che con i MONO non si possono fare certi viaggi?!?!

ì

































































Nessun commento:

Posta un commento